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Archive for the ‘Il graffio del Calibano’ Category

Negare che esista un’offensiva rivolta contro il cattolicesimo è negare l’evidenza.

Se la tattica usata è la più rozza e volgare, ovverosia la generalizzazione, la strategia è -al contrario- raffinata e studiatissima, nonché supportata da un imponente dispiegamento di forze finanziarie.

Prime pagine di giornali in tutto il mondo, produzione di veri e propri colossal cinematografici, impiego di qualsiasi strumento mediatico: da anni ormai il martellamento è costante, senza tregua.

Nel cattolicesimo si cercano le radici profonde di ogni male, le origini remote di ogni corruzione, le cause prime di qualsiasi disgrazia dell’umanità.

In questi giorni si cerca, finalmente, di attaccare direttamente la persona del Papa, che per noi cattolici rappresenta, nella continuità della missione apostolica, il Vicario stesso di Gesù nel nostro tempo. (altro…)

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Si può, siamo liberi come l’aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può
libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria. (Giorgio Gaber)

Che cosa avrà voluto dimostrare il Colonnello Gheddafi questa volta, tirando fuori dal cilindro un coniglio che nessuno si aspettava? Forse avrà voluto sbalordire il suo amico del cuore con una gara al rialzo invitando non una dozzina, ma ben duecento (per volta, e per tre volte di seguito) figliuole bene in carne e bene educate nella sua ambasciata per una serata all’insegna dei gusti e dei valori personali dell’ospite? (altro…)

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calibanoDa un bel pezzo, ormai, in Italia si parla dei cattolici con sempre maggior distacco da parte di intellettuali a libro paga, direttori di giornali, politici, politicanti e via discorrendo. Tutti questi signori, e spesso gentili signore, quando parlano di noi lo fanno riferendosi come ad  una componente secondaria, marginale, un po’ demodé. Assomigliano un po’ a quei padroni di casa che, imbarazzati dalla permanenza in famiglia d’una vecchia zia, o del nonno un po’ fuori di testa, quasi si scusano con gli ospiti per questa disdicevole ma inevitabile situazione che li vede costretti a sopportarne la presenza come a dire “che volete farci… ci sono anche loro e bisogna pure aver pazienza ed essere tolleranti…”. (altro…)

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calibanoPer il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi i cattolici che non la pensano come lui sono cattocomunisti. Ce lo ha ricordato anche oggi, lunedi 7 settembre 2009, rispondendo a un signore nel corso di una trasmissione su uno dei canali televisivi che gli appartengono.

Sarebbe opportuno ricordare al signor Presidente che questo modo di esprimersi mal si addice a chi ha, o forse sarebbe più appropriato dire dovrebbe avere, il ruolo istituzionale di governare con equilibrio, e anche con una certa sobrietà, un paese nel quale esiste una tradizione cattolica -dignitosa e rispettabilissima- che, in questi tempi -per così dire- di incertezze diffuse, rispetta la libertà di orientare ed ispirare la scelta politica dove meglio si crede, e in tutta serenità di coscienza.
Ad ogni buon conto, mi sembrerebbe -nel caso- molto meno grave esser considerato cattocomunista che cattopiduista: se, infatti, all’inizio degli anni ‘80, avessi dovuto per forza scegliere, fra Enrico Berlinguer e Licio Gelli, a chi affidare in custodia non dico la mia onorabilità, ma financo il mio portamonete, non avrei avuto nessuna esitazione.

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calibanoMeglio i Barbari.

Almeno loro, a quanto si dice, avevano il merito di non saper né leggere né, soprattutto, scrivere.

Eh si, perché quando si arriva, su un giornale che ha avuto per fondatore un personaggio del calibro di Indro Montanelli, ad abbassarsi al livello di farne l’amplificatore di mezze verità, ripescando nel passato remoto con l’unico scopo di gettare fango su un collega, allora vuol dire che si è proprio arrivati agli sgoccioli di ogni decenza, di ogni deontologia professionale, di ogni sia pur pallida parvenza di dignità morale. (altro…)

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calibanoIndro Montanelli, che Dio lo abbia in gloria, in occasione di un’elezione politica, se ne uscì con una delle sue sparate più celebri: “Turiamoci il naso e votiamo DC”. Erano altri tempi e l’uscita di Montanelli fece scalpore, provocando reazioni d’ogni tipo. Pochi sentono, oggi, la nostalgia di quell’epoca e di quel partito politico, anche perché ha regalato a noi cattolici non piccole e non poche delusioni. (altro…)

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robertomaroniDal quotidiano Pratoblog, proponiamo questo articolo, a firma del nostro amico Calibano.

Tunisi, 25 luglio 2009 – Leggiamo, deliziati, la seguente notizia d’agenzia: “Il reato di immigrazione clandestina tanto contestato dal Vaticano è nell’ordinamento dello Stato del Vaticano e lì funziona molto bene”. Lo ha detto il Ministro dell’Interno Roberto Maroni, parlando a Orvieto durante la tre giorni dei circoli di Gianni Alemanno, dove è tornato a difendere una delle norme del pacchetto sicurezza. Secondo Maroni, in Vaticano “è previsto il carcere, noi che siamo un po’ più buoni abbiamo previsto una multa”, perché al governo italiano interessa il fatto che il reato comporti “l’espulsione immediata”.

Il Signor Avvocato Onorevole Roberto Maroni, Ministro degli Affari Interni della Repubblica Italiana, è troppo occupato nell’esercizio della difficile arte dell’ironia, per ricordarsi che ci sono dei cittadini europei i quali, con il totale – ed unico – sostegno del Vaticano, rischiano ogni giorno la pelle nelle grotte di Tamanrasset, per dare la prima assistenza ai sopravvissuti alla traversata del Sahara superando così la prima tappa del lungo cammino che li porterà a conquistare l’ambito status di clandestini. (altro…)

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