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Archive for the ‘Arte’ Category

Il M.o Alberto Bogani

Le pitture murali di Alberto Bogani della Chiesa de La Goulette a Tunisi.

di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 18 Dicembre 2009

Il Maestro Alberto Bogani ha terminato il lavoro, iniziato un anno or sono, nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Agostino a La Goulette. Usando la tecnica della pittura murale con colori acrilici Bogani ha rappresentato la Parousia sulla volta centrale, la Sacra Famiglia e Maria Ianua Coeli sulle volte laterali e, infine, sulla cupola centrale,  le tre virtù teologali e le quattro virtù cardinali che conducono, sempre attraverso Maria, alla Trinità. (altro…)

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Beato Angelico - Giudizio Universale (dett.: Danza dei Santi) Museo di San Marco - Firenze

…a proposito di danza

di suor Adele

“Lodate il Signore nel suo santuario (…)
lodatelo con squilli di tromba,
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze.
Salmo 150, 1. 3-4

Studiare la danza di un popolo è studiare la storia e l’arte di quel popolo. Presso gli Ebrei la danza fu eminentemente religiosa (in ebraico infatti ballare significherebbe celebrare la festa del Signore).

La danza è nata forse dal bisogno che ebbe l’uomo di adeguare il proprio spirito al ritmo del creato. (altro…)

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Maria Madre della tenerezza

L’arte come preghiera: le Icone della Comunità Adveniat.

di Giacomo Fiaschi

Una delle caratteristiche della Comunità Adveniat è indubbiamente quella di esprimere la Preghiera attraverso l’arte della scrittura delle Icone. Si dice “scrittura” e non “pittura” delle icone proprio per accentuare il contenuto spirituale e teologico di questo genere di attività artistica, che ha per oggetto la realizzazione di opere destinate ad accompagnare la meditazione e la preghiera. (altro…)

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L'Adorazione Danzante. Schizzo di Alberto Bogani

La danza come forma di preghiera.

di Giacomo Fiaschi

Ero in compagnia del Maestro Alberto Bogani quando ho visto in tv la danza delle sorelle intorno all’ostensorio. Alberto si trova in Tunisia dove, da oltre un anno, è impegnato nella realizzazione del ciclo di pitture murali della chiesa parrocchiale di Sant’Agostino a la Goulette. Quando ha visto la danza è rimasto molto colpito e gli ho chiesto (molto sfacciatamente) se poteva farmi uno schizzo a matita (foto a sinistra). (altro…)

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Angelo Branduardi

Angelo Branduardi

Da Avvenire pubblichiamo questo editoriale.

Con San Francesco Creatore e creatura uniti nel canto

di Angelo Branduardi

Il mio incontro personale con san Francesco è stato fortuito. Per me era il menestrello di Dio un po’ pazzerello che parlava agli uccelli e ammansiva i lupi.  Sino al momento in cui, era il 2000, venni avvicinato da alcuni francescani del Sacro Convento di Assisi, che mi chiesero se volevo comporre alcuni brani basati sulle fonti francescane. La mia prima risposta fu no, perché i canti devozionali non mi stanno simpatici. «E poi io sono un peccatore», feci presente. (altro…)

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039q04b1Da L’Osservatore Romano del 16-17 febbraio

Per raffigurare il Figlio di Dio
Primi piani sul volto del mistero

di Timothy Verdon (*)

Com’è il volto di Gesù? Con una frase tratta dall’Antico Testamento, la liturgia della Chiesa caratterizza il Figlio di Dio come “il più bello tra i figli dell’uomo” (Salmi, 45[44], 3) mentre un testo paolino invita a riconoscere in lui addirittura “l’immagine del Dio invisibile” (Colossesi, 1, 15); all’apostolo che gli chiede di vedere l’Altissimo Cristo stesso risponderà: “Chi ha visto me ha visto il Padre” (Giovanni, 14, 9). Ma del concreto aspetto fisico del Salvatore il nuovo Testamento non dice una parola, né esistono coevi ritratti, così che ogni riflessione sul suo “volto” prende le mosse da basi testuali non specifiche: dai Vangeli che lo rivelano come persona interiore ma che non lo descrivono esteriormente. (altro…)

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Coppo di Marcovaldo - Crocifisso

Coppo di Marcovaldo - Crocifisso

Dal sito del Corso di formazione professionale “La passamaneria fabbricata a mano” riportiamo questo articolo.

Sin dagli albori del cristianesimo la Croce ha rappresentato quella che l’apostolo Paolo definì “scandalo per i giudei” e “follìa per i pagani”.

La Croce, come simbolo di appartenenza ad una fede, torna ad essere oggi, grazie anche alla multiculturalità nella quale ci siamo trovati, bene o male, a vivere, una vera e propria provocazione. (altro…)

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