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Care amiche e amici, per quasi un anno la censura in Tunisia aveva reso impossibile l’aggiornamento del blog.

Le cose sono cambiate. Tante cose sono cambiate. Oggi, finalmente, ho potuto riprendere in mano il blog. Mi ci vorrà un po’ di tempo per riprendere il ritmo normale degli aggiornamenti, ma vi assicuro che farò del mio meglio.

Giacomo

Buon compleanno, Madre!

Tunisi, 26 Aprile 2010

Cara Elena, questa volta gli auguri di felice compleanno hanno un significato molto speciale. Lo hanno per me, per Elisabetta, per le Sorelle della Comunità, per Padre Augusto e per tutte le persono che ti vogliono bene (e sono tante!) ma, soprattutto, lo hanno per te, che sei stata chiamata a sopportare la prova più dura possibile per un essere umano. E lo hai fatto con il coraggio, con la dignità e con la serenità che solo una grande fede può dare. Continua a leggere »

Negare che esista un’offensiva rivolta contro il cattolicesimo è negare l’evidenza.

Se la tattica usata è la più rozza e volgare, ovverosia la generalizzazione, la strategia è -al contrario- raffinata e studiatissima, nonché supportata da un imponente dispiegamento di forze finanziarie.

Prime pagine di giornali in tutto il mondo, produzione di veri e propri colossal cinematografici, impiego di qualsiasi strumento mediatico: da anni ormai il martellamento è costante, senza tregua.

Nel cattolicesimo si cercano le radici profonde di ogni male, le origini remote di ogni corruzione, le cause prime di qualsiasi disgrazia dell’umanità.

In questi giorni si cerca, finalmente, di attaccare direttamente la persona del Papa, che per noi cattolici rappresenta, nella continuità della missione apostolica, il Vicario stesso di Gesù nel nostro tempo. Continua a leggere »

Le priorità del New York Times, le lobbies, il Papa e i Pulitzer de noantri.

Di Giacomo Fiaschi

Agli amici che mi leggono.
Il giornale su cui scrivo (a puro titolo di volontariato), è una testata locale, che non ha interesse a trattare temi di carattere generale come questo. Nondimeno ho sentito il dovere di scrivere quello che penso.
Non avendo mai mangiato pane e politica, non ho mai avuto interesse ad entrare nel mondo del cosiddetto “giornalismo” italiano, che dei partiti politici è, generalmente, o portavoce o sostenitore.  Non ho mai bussato a nessuna porta, e non mi sono mai lamentato del fatto che nessuno mi abbia mai invitato ad entrare.
Nella stampa cattolica le cose non mi sembrano andare diversamente: di ciò potrei anche aver motivo di lamentarmi, ma non lo faccio perché è cosa alla quale mai
sono stato avvezzo, ma soprattutto perché il rispetto che ho per me stesso e l’orgoglio di “maledetto cattolico toscano” me lo impediscono.

Ho scelto di campare facendo altre cose, che mi han regalato la libertà di mangiare il pane quotidiano  senza aver bisogno d’intingerlo nella politica, e di dedicare al giornalismo una passione di sempre che l’amicizia mi permette, grazie alla tecnologia di internet, di condividere con voi. E’ a voi che dedico queste riflessioni, che potete condividere o meno, e sulle quali vi invito a esprimervi senza esitare a contraddirmi, se lo volete.
In tutta libertà e amicizia.

Che la Pasqua rafforzi in tutti noi la speranza della Resurrezione!

Tunisi, 4 Aprile 2010. Pasqua di Resurrezione.

“Il motivo che spinge le istituzioni ebraiche a sostenere ancora a spada tratta le screditate politiche di questa amministrazione fallimentare non è certo un segreto.
Il loro scopo principale, che sovrasta qualsiasi altra considerazione, è la difesa di Israele. Questa idea fissa le lega sempre più strettamente a una Casa Bianca che si è identificata con la lotta contro il terrorismo islamico. Questa lotta ha prodotto esiti catastrofici per l’umanità, ma questo non è motivo di preoccupazione per le istituzioni ebraiche.”

8 dicembre 2006, Dichiarazione di J.J. Goldberg, direttore di Forward (il principale settimanale ebraico negli Stati Uniti)

Che il NY Times rappresenti, più che un giornale, una vera e propria istituzione, o meglio l’interfaccia con il grande pubblico di quel ristretto contesto liberal-chic all’interno del quale, sin dalla sua fondazione, nel 1851, maturavano le idee e i propositi progressisti, lo sappiamo bene tutti. Il giornalista Henry Jarvis Raymond, fondatore con George Jones della Raymond, Jones & Co., la società che diede vita al NY Times, era membro della New York Assembly, e sostenitore del partito Whig, che riproponeva le stesse istanze dell’omonimo partito inglese dell’epoca. Il giornale nacque, dunque, in un contesto lobbistico, fortemente politicizzato e con l’obiettivo di dare velocemente visibilità, spazio e popolarità ad un pensiero che, diversamente, per propagarsi negli strati sociali più estesi, avrebbe faticato non poco e, soprattutto, avrebbe avuto bisogno di molto, moltissimo tempo.Non desta, perciò, meraviglia che le lobbies americane dei nostri giorni continuino ad utilizzare una certa stampa e i media in generale per portare avanti i loro interessi: tutto ciò fa parte della loro migliore e più genuina tradizione. Continua a leggere »

La Befana vien di notte...

Oggi, 6 Gennaio, è arrivata all’Arce la Befana… ma si tratta di una befana davvero speciale. Qualcuno ha documentato l’evento straordinario e ha inviato il filmato che potete vedere qui!

Da Pratoblog di oggi, 7 Gennaio 2009.

di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 7 gennaio 2009 – Era da due anni che su questo modesto ma onesto giornale mi era stato dato più volte spazio per informare e lanciare un allarme sullo stato di emergenza della Bibliotéque de Recherche dell’Institut des Belles Lettres Arabes di Tunisi, il più antico e prestigioso centro di documentazione per il dialogo fra le civiltà delle due sponde del Mediterraneo. Continua a leggere »