Pubblichiamo in questa pagina le dispense del corso di esegesi paolina del Prof. P. Augusto Drago.
1. Programma e bibliografia essenziale.
2. Introduzione al corso (1): Ritratto di Paolo.
3. Introduzione al corso (2): Paolo: un aborto convertito alla vita.
4. Introduzione al corso (3): La fonte della missione di Paolo.
5. Introduzione al corso (4): Paolo fondatore.
6. Il pensiero teologico di Paolo (1. Introduzione)
7. Il pensiero teologico di Paolo (2. Fonti e punti qualificanti)
8. Problemi aperti e discussi (1) Gesù e Paolo continuità o discontinuità
9. Problemi aperti e discussi (2) Legge e Fede
10. Problemi aperti e discussi (3) La giustificazione…
11. Problemi aperti e discussi (3) La giustificazione (2)
12. Problemi aperti e discussi (3) La giustificazione (3)
13. Benedetto XVI sulla giustificazione
14. Predestinazione in Romani (testo di B. Forte)
16. Le due Alleanze in Galati 4, 21 – 5,1
17. Theologìa Verbi Crucis 1 Cor 1,17-2,16
18. La Resurrezione dei Morti 1Cor. 15
20. Leggere la Lettera ai Romani – di R. Penna
21. L’Analisi della Lettera ai Romani (Aggiornamento del 08/05/09)
22. Il nuovo culto del cristiano (di G. Benzi) (Aggiornamento del 08/05/09)
Vi ringrazio dell’aiuto, uniti reciprocamente nella preghiera.
onestamente tenendo i considerazione il criterio del contenuto e dell’ unità di tutta la Scrittura, mi sembra che S.Paolo ,scrivendo:”Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me “,abbia attualizzato le parole dette da Gesù
nel vangelo di Giovanni. (Cf.Gv 15,1-17).Credo che quello che l’apostolo scrive di sé e della sua opera,(Cf.1 Cor 15,9-11) sia una attualizzazione del comando che Gesù porge ai suoi discepoli,serpenti inclusi. (Cf.Mc16,15-20). Penso che S. Paolo abbia iniziato a conoscere Gesù di Nazareth, a partire dalla lapidazione e morte di S.Stefano alla quale aveva assistito.(Cf.Atti 7-8,4 ).
Mia cara Anna Maria, vedo che con molta diligenza hai già studuiato/letto il testo della dispensa sul rapporto tra Paolo e Gesù. Sono contento per la tua diligenza. In qualche modo mi hai prevenuto. Spero che potrai ricevere risposta quando a scuola tratteremo l’argomento: tieni bene le orecchie aperte, ma soprattutto il cuore…!
Grazie per avermi contattato e a presto a Dio piacendo.
p. Augusto Drago
Ho trovato un bel complemento dei suoi appunti sulla legge nel libro di Schlier (linee fondamentali…)p. 78-79:
Ciò che la legge, che ci veniva incontro dal nostro passato, non riuscì a fare, perché non liberò l’uomo da se stesso, ma anzi lo legò ancor più a sé con le sue richieste, è in grado di farlo ora la giustizia operata per noi da Gesù Cristo, nella fede. Questa giustizia in cui Gesù Cristo ha compiuto la legge e che, resa accessibile dallo Spirito, nella verità, ci invade, suscita la fede, vale a dire la liberazione dell’uomo da se stesso per unirsi a Dio; per cui l’uomo liberato da se stesso va nuovamente incontro alle esigenze della legge senza condizionamenti e quindi può metterla in pratica …/… l’uomo può liberarsi da se steso solo accogliendo di nuovo il dono; egli allora non ha più bisogno di affermarsi, di cercare garanzie in sé, di esaltarsi; gli basta accogliere ciò che Dio i Gesù Cristo gli dona, la sua giustizia; gli basta prestare ascolto alle esigenze espresse ora da Gesù Cristo (termine della legge per chi crede) …/… all’uomo che obbedisce s’apre a giustizia di Dio come dono …/… Libero da se stesso e custodito dalla promessa di Dio, è libero dalla legge che provoca autogiustizia che è ingiustizia, per la legge che ora, nello Spirito vivificante di Cristo, apre alla conoscenza della pura volontà di Dio; è libero per questa giustizia.
E’ bellissimo!! Ho fatto la mia meditazione sopra!!
A Martedì. Pace e Bene
Cara sr Catherine, grazie per quel che scrivi. Sono contento del fatto che non ti fermi alle dispense o a quanto detto a scuola! Vai alla ricerca di altre fonti! Sono felice per il tuo impegno. Paolo merita questo e molto di più. In questi giorni sto facendo un corso sulla mistica in san Paolo! E’bellissimo. Peccato che il tempo non mi consenta di toccare questo argomento a scuola. Se ti interessa ti dò un riferimento bibliografico: Letteratura mistica: san Paolo mistico, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano, 1999.
Graziee per avermi scritto e, a Dio piacendo, arrivederi a domani, p. Augusto.
Ho preso nota … Grazie.
Ringrazio anche io sr Catherine per il suo bel contributo. Ho appena terminato di leggere alcune pagine dal volume di Dunn (pp. 611 sgg. “La fede e la ‘legge della fede’”) e ho trovato molto interessanti le riflessioni sul rapporto tra legge e fede che mi sembrano preludere al tema della giustificazione. Alla luce anche di quanto è stato trattato a lezione mi è parso di poter cogliere come, in un certo senso, l’alleanza tra sàrx-amartìa-nòmos proprio in virtù della fede possa essere spezzata e far sì che alla disobbedienza di Adamo, che non ha creduto all’amore del Signore, possa corrispondere, in positivo, l’obbedienza della fede che crede all’amore del Padre. E’ per la fede che la legge della carne è soppiantata dalla legge dello Spirito. Allo Spirito, l’amore di Dio riversato nei nostri cuori, è richiesta un adesione –la fede- che ci immette nella stessa carità con la quale Cristo ha portato a compimento la Legge. Sicché per fede anche noi siamo messi in grado di operare mediante questa Legge. Dunn afferma che la fede è “completa fiducia nella grazia di Dio e completa apertura a essa che (inevitabilmente) si esprime nell’amore” (p. 615). Del resto umanamente facciamo esperienza di quanto si obbedisca davvero liberamente e volentieri a coloro dai quali ci sentiamo amati e dinanzi alle richieste dei quali sappiamo, infine, di ricevere e non di venire depauperati.
A questo riguardo il Sommo Pontefice ha sottolineato alcuni aspetti importanti. Nella sua catechesi del 26 novembre 2008, Benedetto XVI dichiara: “Seguendo san Paolo, abbiamo visto che l’uomo non è in grado di farsi “giusto” con le sue proprie azioni, ma può realmente divenire “giusto” davanti a Dio solo perché Dio gli conferisce la sua “giustizia” unendolo a Cristo suo Figlio. E questa unione con Cristo l’uomo l’ottiene mediante la fede. In questo senso san Paolo ci dice: non le nostre opere, ma la fede ci rende “giusti”. Questa fede, tuttavia, non è un pensiero, un’opinione, un’idea. Questa fede è comunione con Cristo, che il Signore ci dona e perciò diventa vita, diventa conformità con Lui. O, con altre parole, la fede, se è vera, se è reale, diventa amore, diventa carità, si esprime nella carità. Una fede senza carità, senza questo frutto non sarebbe vera fede. Sarebbe fede morta”. E in un altro intervento (19 novembre 2008) afferma: “Paolo sa che nel duplice amore di Dio e del prossimo è presente e adempiuta tutta la Legge. Così nella comunione con Cristo, nella fede che crea la carità, tutta la Legge è realizzata. Diventiamo giusti entrando in comunione con Cristo che è l’amore. Vedremo la stessa cosa nel Vangelo della prossima domenica, solennità di Cristo Re. È il Vangelo del giudice il cui unico criterio è l’amore. Ciò che domanda è solo questo: Tu mi hai visitato quando ero ammalato? Quando ero in carcere? Tu mi hai dato da mangiare quando ho avuto fame, tu mi hai vestito quando ero nudo? E così la giustizia si decide nella carità. Così, al termine di questo Vangelo, possiamo quasi dire: solo amore, sola carità. Ma non c’è contraddizione tra questo Vangelo e San Paolo. È la medesima visione, quella secondo cui la comunione con Cristo, la fede in Cristo crea la carità. E la carità è realizzazione della comunione con Cristo. Così, essendo uniti a Lui siamo giusti e in nessun altro modo. Alla fine, possiamo solo pregare il Signore che ci aiuti a credere. Credere realmente; credere diventa così vita, unità con Cristo, trasformazione della nostra vita. E così, trasformati dal suo amore, dall’amore di Dio e del prossimo, possiamo essere realmente giusti agli occhi di Dio”.
Mi viene da dire che l’Amore è la chiave ermeneutica del pensiero paolino, l’Amore da lui concretamente incontrato e vissuto…e forse per questo possiamo chiedere a Paolo di aiutarci a intuirne qualcosa, nella consapevolezza che il mistero della sua fede non lo penetreremo mai fino in fondo…come del resto accade per il dono della nostra stessa fede.
Grazie! A domani!
Carissima nel Signore sr Marzia, ti ringrazio per la tua lunga ed articolata risposta che dai a sr Chaterine, dove ti dichiari perfettamente in linea con lei. Mi piace tanto questo dialogo tra voi studenti e con me. Mi rendo conto che gli argomentati trattati vi interessano molto e vi appassionano. Sono contento. Stai studiando sul Dunn: hai fegato!!! Complimenti. Anch’io mi servo ampiamente del suo studio e certe dispense sono una sintesi del suo pensiero, anche se devo intervenire per dire più chiaramente ciò che, a mio giudizio, rimane oscuro. Grazie di vero cuore e spero che con Paolo possiamo dare una vera sterzata al nostro essere cristiani e religiosi. p. Augusto
Questa sera ero un po’ triste e preoccupata. La lettura di questa “imperdibile dispensa” …ha fatto rotolare la pietra e sono riuscita a vedere un po’ di luce. Grazie di cuore.
Le rinnovo i miei più cari auguri e le chiedo di estenderli a tutta la sua bella comunità. Con affetto germana
Caro padre Augusto,
Agar e Sara …
Questo è tratto dal Nuovo Grande commentario biblico. Tra parentesi ho messo i miei commenti a questo testo. Spero che si capisca. Buona giornata!
Le due donne rappresentano le due alleanze: Agar rappresenta il patto del Sinai, Sara rappresenta quello stipulato con Abramo. I giudei e giudaizzanti sono liberissimi di gloriarsi del patto del Sinai (ritroviamo il motivo del vanto che cambia lo scopo della legge), ma per Paolo esso « rese schiavi » i figli nati da Abramo « secondo la carne » come il figlio di Agar nato nella schiavitù. I cristiano possono vantarsi della vera alleanza stipulata da Dio con Abramo, perché essi sono figli di Abramo « in virtù della promessa », come il figlio di Sara « senza legge » e libero. (però secondo me il vanto dei cristiani come lo dice Paolo è solo nella croce di Cristo, se non rischiano di cadere nello stesso difetto dei farisei e vivere di una vana gloria).
Il Sinai è un monte dell’Arabia: (…) L’intento è di porre l’accento sul concetto che la schiavitù introdotta dalla legge era la condizione del figlio ripudiato di Abramo, Paolo identifica Agar con l’alleanza del Sinai e con la « Gerusalemme attuale ». Il v. 25a è un dettagli geografico che spiega in che modo Agar, benché legata a un luogo sacro situato al di fuori della terra promessa, possa essere identificata con la « Gerusalemme attuale ». Geograficamente, Agar rappresenta un luogo dell’Arabia, ma anche in tal caso essa simboleggia la schiavitù e corrisponde a Gerusalemme. Per quale motivo Paolo menziona qui l’Arabia? Forse perché il monte Sinai si trova in Arabia che è il territorio degli Ismaeliti: egli associa in tal modo il patto del Sinai con il patriarca eponimo delle tribù arabe (Gn 25,12-18). Paolo in questo modo insinua l’idea che la legge stessa ha avuto la sua origine da una situazione estrinseca alla terra promessa e ai veri discendenti di Abramo. I precedenti correligionari giudaici di Paolo non avrebbero certamente visto di buon occhio una tale allegoria. (ma neanche i falsi fratelli cristiani giudaizzanti).
corrisponde alla Gerusalemme attuale: La Gerusalemme terrestre era per i Giudei quello che fu una volta il Sinai, il luogo in cui viene proclamata « la parola del Signore ».
la Gerusalemme di lassù: è implicitamente identificata con Sara e la sua discendenza, i figli nati liberi di Abramo.
è stato scritto infatti: Le parole del profeta sono rivolte a Sio abbandonata, che viene invitata a gioire per il ritorno degli esiliati. Paolo applica le parole di Is alla Sara allegorizzata, alla « Gerusalemme dall’alto ».
In Gn 21,10 Sara vedendo Ismaele « giocare » con Isacco e vedendolo come un rivale potenziale dell’eredità di Isacco, scaccia lui e sua madre. (…).
manda via la schiava e suo figlio: Paolo cita le parole di Saa come se fossero parole di Dio. Forzando il testo, Paolo invita i Galati a liberarsi dei giudaizzanti, in ossequio, abbastanza ironicamente alla Torah stessa (che era il punto di attacco dei giudaizzanti: osservanza della Torah per i pagani convertiti, si ribalta contro di loro perché devono essere scacciati secondo la stessa Torah).
figli di una donna libera: Così lo stesso AT è a favore della tesi di Paolo secondo cui regna in Cristo la nuova libertà di Dio. Adottare le pratiche dei giudaizzanti significa vanificare questa libertà cristiana.
Vorrei dire un grazie pieno di affetto a Dio per padre Augusto ,che in quest’ anno scolastico , ci ha aiutato a
comprendere la Parola di Dio ,che ha risuonato in noi.
Grazie
Anna Maria Cerimonia studente ospite I T A
Cara sorella Anna Maria, grazie per le semplici ma belle parole che hai voluto rivolgermi. Dio ti benedica per il tuo lavoro che ti mette a contatto con tanti ammalati e sofferenti: è un impegno per l’uomo il tuo! “Qualunque cosa avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”, dice il Signore. Per questo a nome di tutti i sofferenti ti dico GRAZIE!!!
Sai qual è la cosa più bella che mi hai dato a scuola? L’avermi portato tuo figlio Stefano! E’ un dono che Dio ti ha affidato. Custodiscilo e fallo crescere nella conoscenza di Gesù Cristo nostro Signore!
Dagli un bacio da parte mia, e a ad entrambi una benedizione da parte mia che vi porti la Pace del Signore e la sua gioia. Con affetto fraterno, p. Augusto.