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Papa a ebrei e musulmani: “Religione sia fattore di pace e non di violenza “

18 Luglio 2008 di Redazione

Da “La Stampa” di oggi.

Benedetto XVI a Sydney

Benedetto XVI a Sydney

La religione sia fattore di pace e non di violenza. Sia testimonianza di amicizia e convivenza reciproca e non di odio. Mattinata nel segno del dialogo interreligioso per Papa Benedetto XVI che questa mattina, nella Cattedrale di St. Mary’s a Sydney, ha incontrato una quarantina di leader di tutte le fedi: ebrei, musulmani, buddhisti, e delle altre confessioni cristiane, tra cui anglicani e luterani. «Il rabbino Jeremy Lawrence ha ricordato i passi di avvicinamento tra chiesa cattolica e guidaismo, citando l’impegno di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II – ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, nel corso di un briefing con i giornalisti – mentre lo sceicco Mohamadu Saleem ha detto di apprezzare la Gmg, e di dover lavorare per sostituire il fondamentalismo dell’odio con il fondamentalismo dell’amore».

«Il Papa sta bene, è in buona forma, è soddisfatto di come sta andando il viaggio – ha aggiunto padre Lombardi – ha avuto un’ottima impressione della festa di accoglienza, ieri, per il tempo bello e per l’arrivo suggestivo via mare». «In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza – ha detto nel suo discorso Benedetto XVI – la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana». All’incontro ecumenico erano presenti il cardinale George Pell, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, il nunzio apostolico in Egitto, monsignor Michael Fitzgerald, il vescovo di Parramatta, quello di Lismore, il vescovo della chiesa siriana-ortodossa, il rappresentante della chiesa anglicana Robert Forsyth, il patriarca dei Maroniti cardinale Boutrod Nasrallah Sfeir, un rappresentante luterano, uno della chiesa melchita. Benedetto XVI si è rivolto a tutti con queste parole per nulla diplomatiche: «Il movimento ecumenico è giunto a un punto critico. Per andare avanti, dobbiamo continuamente chiedere a Dio di rinnovare le nostre menti e stare in guardia contro la tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione».

Assente, per motivi di salute, il cardinale Cassedy. «È stato ricoverato per alcuni problemi cardiaci», riferisce padre Lombardi sottolineando che Bertone e monsignor Filoni andranno a trovarlo in ospedale. Prima degli incontri ecumenico e interreligioso, il Papa ha avuto brevi colloqui con le autorità locali. «Con il governatore del New South Walles c’è stata una conversazione sulla Gmg, sull’universalità dei giovani presenti – ha riferito padre Lombardi – mentre con il sindaco di Sydney il Papa ha potuto conoscere la vita delle diocesi della città». Al termine della mattinata il Papa ha pranzato con 12 giovani, due australiani e il resto rappresentanti dei diversi continenti. Nel pomeriggio Via Crucis lungo le strade di Sydney e incontro con alcuni giovani disadattati della Comunità di recupero dell’università di Notre Dame.

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